Greenpass, controlli e sanzioni


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Per gli esercenti obbligo di chiedere la certificazione, ma documento di identità solo in caso di palesi incongruenze. Dopo tre violazioni rischiano la chiusura del locale

Green pass, avanti tutta. Una circolare del Viminale firmata dal prefetto Bruno Frattasi, capo di gabinetto del Viminale, ha fornito una serie di precisazioni sulla fase dei controlli del certificato verde, che i cittadini devono esibire per accedere a una serie di luoghi. I controlli, chiarisce la circolare, ci saranno, in città, nei luoghi della movida, nelle località turistiche. I gestori dei locali pubblici sono obbligati a chiedere il green pass al cliente. La circolare chiarisce che possono chiedere anche il documento di identità solo in caso di «palese violazione». Resta quindi la natura discrezionale della verifica dell’identità, che diventa però «necessaria quando appaia la manifesta incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione». Il dpcm del 17 giugno firmato dal premier Mario Draghi inseriva i titolari di strutture ricettive e dei pubblici esercizi nell’elenco «dei soggetti deputati a svolgere la verifica delle certificazioni verdi e di conoscere le generalità dell’intestatario». Ecco quando è necessario esibire il pass, cosa si rischia, in quali casi viene sanzionato anche l’esercente.

In quali occasioni viene chiesto il green pass?

É richiesto per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, per spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in zona rossa o zona arancione (attualmente l’Italia è tutta bianca). Dal 6 agosto serve anche per l’accesso ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso. Occorre per spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, ma anche per entrare in musei, altri luoghi di cultura e alle mostre. Green pass, limitatamente alle attività al chiuso, anche per entrare in piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere. E anche all’interno di strutture ricettive. Obbligatorio anche per sagre e fiere, convegni e congressi. E per accedere a centri termali, parchi tematici e di divertimento. Poi per centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Serve anche per le attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. O per partecipare ai concorsi pubblici.

Cosa attesta il green pass?

Il green pass è una certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del ministero della Salute, che contiene un Qr code per verificarne autenticità e validità. É valido a partire dal 15esimo giorno dalla somministrazione della prima dose e fino alla seconda dose in caso di vaccinazioni con Astrazeneca, Pfizer o Moderna. É valido a partire dal 15esimo giorno dalla somministrazione della dose unica di J&J. Una volta completato il ciclo vaccinale il green pass è valido per nove mesi. Spetta anche quando si sia risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti. In questo caso è valido 48 ore. Il green pass viene dato anche a chi è guarito dal nuovo coronavirus nei sei mesi precedenti. In questo caso i sei mesi si calcolano a partire dal primo tampone positivo.

Si deve mostrare il green pass in forma cartacea o digitale?

Il cittadino può esibire la certificazione verde con il Qr code in forma cartacea o digitale.

Serve l’accesso a Internet per verificare le certificazioni?

Per usare l’app è necessario collegarsi una volta al giorno a una rete internet. Successivamente l’applicazione funziona correttamente offline. Il collegamento serve da una parte per aggiornare l’elenco delle chiavi pubbliche che gli Stati membri utilizzano per stabilire l’autenticità delle Certificazioni e dall’altra per aggiornare l’App con nuove ed eventuali funzionalità operative.

Quanto tempo resta valido il green pass?

Il green pass è valido dal 15esimo giorno dopo la prima vaccinazione e fino alla seconda somministrazione e per nove mesi dopo la seconda dose in caso di vaccini con Astrazeneca, Pfizer e Moderna. É valido dal 15esimo giorno dopo la somministrazione della dose unica di J&J. É valido fino sei mesi dal primo tampone positivo di una persona guarita dal nuovo coronavirus. In seguito a tampone molecolare o antigenico il green pass vale solo 48 ore.

Come funziona la app di verifica?

Per verificare la validità del green pass si utilizza una app gratuita che si chiama VerificaC19, installata su dispositivo mobile. La app non memorizza le informazioni personali sul dispositivo del verificatore. Il verde indica che il green pass è in regola, il rosso che non lo è. Funziona offline, ma è necessario collegarsi una volta al giorno a una rete internet.

Quali sono i risultati che emergono dalla verifica con la app Verifica19?

Attualmente sono tre possibili risultati. Con la schermata verde la certificazione è valida per l’Italia e l’Europa. Con la schermata azzurra la certificazione è valida solo per l’Italia, mentre con la schermata rossa la certificazione non è ancora valida o è scaduta o c’è stato un errore di lettura.

Che informazioni visualizza chi verifica un green pass?

La lettura del Qr code non rivela l’evento sanitario che ha generato la certificazione, quindi chi verifica un green pass non conosce la motivazione del rilascio della certificazione (tampone, vaccino o guarigione). Le uniche informazioni personali visualizzabili dal verificatore saranno quelle necessarie ad accertare la validità della certificazione. Nome, cognome, data di nascita e la validità della certificazione che si evince dal colore della schermata che compare (azzurra, certificazione valida solo in Italia; schermata verde, certificazione valida in Italia e in Europa; schermata rossa, certificazione non valida o scaduta o c’è stato un errore di lettura). La verifica non prevede la memorizzazione di informazioni riguardante il cittadino sul dispositivo del verificatore.
É richiesto per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, per spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in zona rossa o zona arancione (attualmente l’Italia è tutta bianca). Dal 6 agosto serve anche per l’accesso ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso. Occorre per spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, ma anche per entrare in musei, altri luoghi di cultura e alle mostre. Green pass, limitatamente alle attività al chiuso, anche per entrare in piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere. E anche all’interno di strutture ricettive. Obbligatorio anche per sagre e fiere, convegni e congressi. E per accedere a centri termali, parchi tematici e di divertimento. Poi per centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Serve anche per le attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. O per partecipare ai concorsi pubblici.

Cosa attesta il green pass?

Il green pass è una certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del ministero della Salute, che contiene un Qr code per verificarne autenticità e validità. É valido a partire dal 15esimo giorno dalla somministrazione della prima dose e fino alla seconda dose in caso di vaccinazioni con Astrazeneca, Pfizer o Moderna. É valido a partire dal 15esimo giorno dalla somministrazione della dose unica di J&J. Una volta completato il ciclo vaccinale il green pass è valido per nove mesi. Spetta anche quando si sia risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti. In questo caso è valido 48 ore. Il green pass viene dato anche a chi è guarito dal nuovo coronavirus nei sei mesi precedenti. In questo caso i sei mesi si calcolano a partire dal primo tampone positivo.

Si deve mostrare il green pass in forma cartacea o digitale?

Il cittadino può esibire la certificazione verde con il Qr code in forma cartacea o digitale.

Serve l’accesso a Internet per verificare le certificazioni?

Per usare l’app è necessario collegarsi una volta al giorno a una rete internet. Successivamente l’applicazione funziona correttamente offline. Il collegamento serve da una parte per aggiornare l’elenco delle chiavi pubbliche che gli Stati membri utilizzano per stabilire l’autenticità delle Certificazioni e dall’altra per aggiornare l’App con nuove ed eventuali funzionalità operative.

Quanto tempo resta valido il green pass?

Il green pass è valido dal 15esimo giorno dopo la prima vaccinazione e fino alla seconda somministrazione e per nove mesi dopo la seconda dose in caso di vaccini con Astrazeneca, Pfizer e Moderna. É valido dal 15esimo giorno dopo la somministrazione della dose unica di J&J. É valido fino sei mesi dal primo tampone positivo di una persona guarita dal nuovo coronavirus. In seguito a tampone molecolare o antigenico il green pass vale solo 48 ore.

Come funziona la app di verifica?

Per verificare la validità del green pass si utilizza una app gratuita che si chiama VerificaC19, installata su dispositivo mobile. La app non memorizza le informazioni personali sul dispositivo del verificatore. Il verde indica che il green pass è in regola, il rosso che non lo è. Funziona offline, ma è necessario collegarsi una volta al giorno a una rete internet.

Quali sono i risultati che emergono dalla verifica con la app Verifica19?

Attualmente sono tre possibili risultati. Con la schermata verde la certificazione è valida per l’Italia e l’Europa. Con la schermata azzurra la certificazione è valida solo per l’Italia, mentre con la schermata rossa la certificazione non è ancora valida o è scaduta o c’è stato un errore di lettura.

Che informazioni visualizza chi verifica un green pass?

La lettura del Qr code non rivela l’evento sanitario che ha generato la certificazione, quindi chi verifica un green pass non conosce la motivazione del rilascio della certificazione (tampone, vaccino o guarigione). Le uniche informazioni personali visualizzabili dal verificatore saranno quelle necessarie ad accertare la validità della certificazione. Nome, cognome, data di nascita e la validità della certificazione che si evince dal colore della schermata che compare (azzurra, certificazione valida solo in Italia; schermata verde, certificazione valida in Italia e in Europa; schermata rossa, certificazione non valida o scaduta o c’è stato un errore di lettura). La verifica non prevede la memorizzazione di informazioni riguardante il cittadino sul dispositivo del verificatore.

Fonte: https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/AEheWTc

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